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Di Luca Mucci, coordinatore delle campagna italiana contro il turismo sessuale minorale in Brasile -“Stop child sexual tourism”-, che ha accettato di partecipare nell’ O Mal da Indiferença.
Carissime amiche e amici, sono 16 anni che percorro in lungo e in largo il Brasile sostenendo il lavoro di una cinquatina di associazioni brasiliane e costruendo case per ragazzi, centri per bambini, centri sportivi, tutto questo ovviamente con il sostegno della Associazione Modena Terzo Mondo fondata da me insieme ad altri amici 15 anni fa. Proprio perchè sostengo tante case per ragazze e ragazzi, e dopo la morte di una ragazzina di 14 anni Alexandra per AIDS è venuta l’idea della campagna italiana contro il turismo sessuale minorile. Sono stanco di vedere decine di migliaia di miei connazionali ed europei, anche tantissimi portoghesi, che per soddisfare le proprie voglie vengono qui [Brasile] a sfruttare queste povere ragazze e ragazzi. Come sono stanco che l’opinione pubblica si interessi poco di questo fenomeno di questo reato, che solo perchè succede lontano dai nostri paesi è considerato non grave. Ma la cosa che mi indigna di più e che ormai il turismo sessuale è considerato una moda, una normalita. É ora di dire basta!

La vità delle ragazzine è un inferno. La prima violenza spesso succede tra le mura di casa: i padastri, i fratellastri, gli zii sono quelli che abusano spesso di loro. Per questo poi preferiscono la strada alla loro casa, quando cominciano poi è difficile smettere. La società non offre alternative serie per loro, la miseria spinge a fare di tutto pur di vivere in modo dignitoso. I turisti poi gli fanno credere di avere trovato un amore vero, le trattano come principesse, le illudono, le sfruttano, le costringono a fare di tutto pur di soddisfare i loro desideri ad usare droghe, a ubriacarsi, a farlo senza protezione nei modi più indecenti e dopo che fai questa vità di merda per alcuni anni sei distrutta. Le ragazzine che cominciano a 10-11 anni per una cena in un ristorante che per loro prima era un sogno o per un bel vestito comprato in un centro commerciale per loro proibitivo, tutto questo fa si che non abbiano la fortuna e il diritto di vivere quel periodo che è l’ adolescenza ma le trasforma subito e nel modo più orrendo in donne adulte, spesso diventano bimbe-mamme. Si parla di ragazzine o meglio di bimbe di 10-11 anni fino a 16-17 anni, bimbe che a volte hanno un corpo di donna ma sono e restano bimbe con i loro sogni, con le loro speranze. E non oggetti, merce, cose, da comprare.

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